Istituto Statale di Istruzione Superiore
Andrea Gritti - Mestre [ITT Gritti + ITC Foscari]

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personale docente
insegnante

VIAGGIARE SI, MA COME?

Una riflessione sul tema del viaggio
Descrittori (tag): [geografia] [turismo] [viaggi]

 VIAGGIARE SI, MA COME?

 

“Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone”

John Steinbeck

 

…da turista distratto a viaggiatore consapevole…

 

Il viaggiare non deve essere "trau­ma" e neppure diventare "vizio" o anche essere considerato un fatto "contro natura". Nel passato ci si met­teva in cammino perché costretti per sfuggire alla fame, le epidemie, le guer­re, per cercare sicurezza altrove o an­che per semplice curiosità alla ricer­ca di luoghi con maggiori opportuni­tà. Tutti questi motivi non davano pe­rò vita al viaggiare ma a "viaggi di tra­sferimento".
Molte civiltà sono state grandi senza che i loro uomini abbiano sentito il bi­sogno di viaggiare, ne sono esempio gli Indiani e gli Africani del passato. In verità vi sono sempre state perso­ne che si sono messe in cammino per "esplorare quello che è fuori", ma so­no in minoranza in quanto la curiosità del mondo è un’eccezione, non una caratteristica comune agli uomini; so­no questi gli esploratori, i vagabondi, i mendicanti, i cantastorie. Tutti que­sti si limitavano a conoscere e descri­vere singoli luoghi, ma non avevano la visione globale del mondo. Non si muovevano per scoprire gli altri; ma per reperire opportunità personali.
Og­gi, in un mondo sempre più interrela­to nelle sue componenti, si dovrebbe viaggiare per vedere come sono gli al­tri al fine di scoprire chi siamo noi, non quindi per vedere il bello ma per com­prendere il diverso. Non ha quindi si­gnificato prendere l'aereo o la nave o il treno e in poche ore essere in un bel luogo; ciò che conta è l'osservazione durante l'itinerario che in qualche mo­do ci porta alla conoscenza di parti si­gnificative del mondo, avvicinandoci così alla comprensione del grande in­sieme. Che significato ha invece arri­vare in poche ore "cieche" in un Pae­se o in una città di cui o si sa già tutto grazie a tv e internet o non si sa asso­lutamente nulla dei conflitti, della cri­minalità, dell'economia, della società che li caratte­rizza? Nel viaggio, oggi non si cerca­no più l'emozione e la meraviglia di fronte al paesag­gio che cambia. Più che un viag­gio, inteso nella logica del godere della conoscen­za, quello che s’intraprende è il trasferimento, soven­te percepito come disagio, da un luo­go all'altro. Esso deve essere quindi il più rapido e indolore possibile; lo si effettua pertanto comodamente seduti sui sedili di un jet guardando la proie­zione di un film (ecco l'avventura del viaggio!). Non interessa ciò che attra­versiamo, non interessa introdursi con gradualità al diverso che s’incontrerà giunti alla meta. Il tempo troppo bre­ve del trasferimento azzera la distan­za psicologica tra il luogo di parten­za e quello di arrivo, annulla il piace­re di percepire con tutti i sensi (vista, tatto, olfatto, gusto) il lento ma conti­nuo mutare delle situazioni.
Il viaggio diventa una routine indispen­sabile e fastidiosa che annulla il pia­cere del viaggio stesso, della fatica e del rischio che pur hanno un signifi­cato nella logica di una vita viva e ric­ca di esperienze. Ma l'indicazione di viaggiare "con gli occhi aperti", con costante curiosità e interesse, non è certamente un’intuizione di oggi. Già i resoconti di molti dei viaggiatori del passato dimostrano con le loro accu­rate descrizioni dei luoghi attraversati e delle genti incontrate che il viaggia­re non è solo spostarsi da un luogo ad un altro, ma un mezzo per godere del­le diversità fisiche e umane del mon­do e per crescere e maturare.
Si deve allora viaggiare da reporter o per dir meglio da geografo, con la pas­sione di vedere, capire e descrivere le diversità che caratterizzano le varie realtà territoriali, tutte indispensabi­li componenti del grande insieme co­stituito dal mondo, un insieme polie­drico per gli aspetti abiotici e biotici, statici e dinamici, materiali e immate­riali che lo compongono.
In tale logica se il viaggiatore è non solo geografo ma anche reporter sarà in grado, essendo conoscitore dei luo­ghi, di esserne testimone come ponte tra le diver­sità delle culture.
È un paradosso il fatto che in un mon­do globalizzato, del quale i mass-me­dia forniscono informazioni sempre più standardizzate, la nostra conoscen­za di esso si faccia sempre più pove­ra e limitata.
Ci sono interi Paesi scomparsi dal no­stro immaginario! Va sempre più diffon­dendosi un’informazione, fornita con poche parole o in poche righe, e mai ap­profondite, che riducono anziché am­pliare la conoscenza del mondo e quin­di la volontà e la capacità di una con­vivenza pacifica tra le sue varie parti.
Ma oltre ai viaggiatori cui si è accen­nato, non sempre pervasi da volontà di scienza e conoscenza, vi è un'altra categoria di viaggiatori: i turisti, an­ch'essi quasi sempre disinteressati al­la realtà geografica non solo dei luo­ghi attraversati, ma anche di quelli che li accolgono.
Il viaggio turistico è oggi un fenome­no colossale, recente e per molti versi non previsto. Ogni anno si muove per turismo quasi un miliardo di persone non perché costrette o per motivi pro­fessionali bensì solo per diletto. Trova­no però veramente diletto i turisti e i villeggianti i quali non solo non godo­no del viaggio ma anche, giunti a de­stinazione, evitano accuratamente di conoscere il territorio che li accoglie e la gente che lo abita? Il turista in gene­re non gradisce il contatto con la gente del luogo; evita i mezzi di trasporto lo­cali perché lenti, sporchi e insicuri (al­l'estero si aggiungono paure di malat­tie e di rapine). Al turista interessano il cibo, il vino, la comodità dell'allog­gio, la piscina, il sole, il divertimento; il turista è sempre un uomo di un'area sviluppata che raramente sente il biso­gno e il piacere di tentare di capire la realtà locale che lo accoglie. Egli dif­ficilmente fraternizza con gli abitanti del luogo; ha un comportamento ar­rogante e sovente anche irrispettoso. Le genti locali hanno capito tutto ciò ma non vogliono, nel frattempo, per­dere i vantaggi che il denaro del turista porta, dando le possibilità di lavoro e di affrancamento a camerieri, cuochi, inservienti, guide ecc. Per mantenere il turismo favoriscono l'isolamento do­rato dei turisti (si pensi ai villaggi tu­ristici nei Paesi Africani!) creando dei non-luoghi, realtà prive di ogni iden­tità tipologica sua propria, che allon­tanano sempre più il turista dalla vo­lontà e possibilità di vedere e capire la diversità delle culture.
Il viaggio lungo o breve, nel vicino o nel lontano che sia, deve sempre ave­re oltre a quelli del riposo e di­vertimento, motivi di conoscenza e comprensione delle realtà delle diver­se parti del mondo. Per ottenere ciò il viaggio, e già lo si diceva, deve essere attuato in logica geografica, cioè volto alla visione e comprensione dell'intera realtà che si incontra; non quindi solo visite a particolari rare e belle emer­genze territoriali dovute alla natura o all'uomo, non solo logorroiche spiega­zioni di guide turistiche che privilegia­no le illustrazioni degli aspetti storici o artistici, bensì anche, e oserei dire soprattutto, osservazione e interpreta­zione delle problematiche demografi­che, sociali, economiche, insediative e infrastrutturali; realtà indispensabi­li per godere della piena conoscenza dei luoghi. Ma tutto ciò non è sufficien­te per viaggiare in modo cosciente. Il viaggio deve essere preparato; anche se si viaggia in gruppi guidati. Il sin­golo prima di partire dovrebbe, grazie a carte geografiche, mappe, piante e guide turistiche (ne esistono di tutti i tipi, redatte con buone conoscenze e aggiornate), prendere coscienza delle realtà che incontrerà.
AI rientro nella propria abitazione, do­po il viaggio o il soggiorno, utile sarà un personale "momento di sintesi ri­flessiva" o qualora sia stato fatto un viaggio di gruppo, un “incontro di di­scussione e confronto" con alcuni dei componenti del gruppo mettere a fuo­co e memorizzare ciò che si è visto.
È bene, infatti, ricordare che ci sono due categorie di turisti e di viaggiato­ri: quelli che partono e tornano ugua­li e quelli che invece sono disposti a mettersi in gioco volendo comprende­re le diverse realtà fisiche e umane, cioè la geografia del mondo. È neces­sario allora viaggiare in modo consape­vole al fine di poter rinsaldare i legami con tutto ciò che ci circonda e che, lo si ricorda, è necessario affinché la no­stra vita sia in assonanza con la natu­ra e con la storia dell'uomo.
(tratto da Roberto Bernardi, “Perché e come viaggiare”, Ambiente Società Territorio n.1/2007)
 
 
Esprimi le tue personali considerazioni su quanto esposto sopra.
In particolare rifletti su cosa è per te viaggiare.
Ti consideri un turista distratto o un viaggiatore consapevole?
Dopo aver visitato i siti sottostanti rispondi a queste domande:
 
­
 
www.vagabondo.net
Dedicato ai viaggiatori e scritto da viaggiatori, allo scopo di mettersi in contatto con il mondo del turismo indipendente dalle agenzie di viaggio
 

www.educational.rai.it/lemma/testi/viaggiare/viaggio.htm

etimologia  

www.viaggiaresicuri.it
Sito a cura del Ministero degli esteri e di ACI con informazioni utili su 218 paesi del mondo
 
http://europa.eu/abc/travel/index_it.htm
viaggiare nell’Unione Europea
 
http://www.professioneturismo.net/chi-fa-da-se/aforismi-di-viaggio
http://www.sparkasseitalia.it/concorso/aforismi-sul-viaggio
aforismi sul viaggio
 
www.turistipercaso.it
viaggiare in modo ironico e divertente
 
www.imondonauti.it
sito di guide online
 
http://www.informagiovani-italia.com/viaggiare_in_italia.htm
viaggiare in Italia
 
http://www.ilgiramondo.net/diari-di-viaggio/
diari di viaggio
 
http://www.valsesiascuole.it/crosior/1_intertestualita/PRES_VIAGGIO.htm
il viaggio in letteratura
 
http://www.viaggisolidali.it/
il turismo dal volto umano
 
http://www.aitr.org/mapsoci.html
Associazione italiana turismo responsabile
 
http://www.actanet.it/
portale italiano sul turismo sostenibile
 
http://www.aiig.it/Le_idee_Corna_Pellegrini.htm
http://www.aiig.it/Rivista/Numeri/2004/N02/Contributi/20-24.pdf
l’opinione di un esperto
 
 
 
              

ESERCITAZIONI

 
 
 

A) Un mio viaggio come protocollo di ricerca geografica

 
Ripensare ad un viaggio, vicino o lontano, compiuto di recente, ripercorrendone l’itinerario e il significato
 
1)  Il viaggio. Destinazione del viaggio. Data di partenza e ritorno. Mezzi di trasporto usati. Perchè quel viaggio e quell’itinerario.
 
2)  Fonti usate per documentarsi sul viaggio:
-         Guide turistiche
-         Carte geografiche
-         Testi letterari o resoconti di viaggio
-         Riviste geografiche divulgative
-         Testi scientifici
-         Enti o agenzie turistiche
-         Altre fonti (indicare quali)
-         Resoconti di persone conosciute.
 Citare possibilmente con precisione bibliografica le fonti usate: (Es.: Rossi G. UN VIAGGIO, Einaudi, Torino, 1921, p.3)
 
3)   Cartografia del viaggio su foglio formato A3/A4. La carta può essere disegnata nei suoi tratti essenziali, oppure può essere fotocopiata, ma arricchendola e “personalizzandola” con elementi tratti dal viaggio. In ogni caso è necessario indicare con precisione:
-                la fonte da cui è tratta
-                la scala grafica
-                le coordinate essenziali
-                la legenda
-                la morfologia (linee di livello) e idrografia principali
-                i centri urbani maggiori
-                l’itinerario del viaggio e i suoi “punti forti”
 
4)    I punti “forti” del viaggio. Commentarli sinteticamente con ipotesi di “lettura” e spiegazione geografica distintamente per:
-                I panorami più significativi
-                Elementi meritevoli di memoria
-                Incontri o situazioni umane incontrate
-                Caratteri generali dei paesaggi geografici incontrati 
 
5)    Un tentativo di classificazione dei luoghi visitati,
(Es. caratteri storici, oppure caratteri morfologici, artistici, economici, sociologici, etc.)
 
6)    Compagni di viaggio. Una presenza per capire meglio (con più occhi) il territorio visitato oppure una distrazione e un disturbo?
 
7)    Commenti conclusivi sul viaggio e sulle sensazioni, pensieri, esperienze che esso ha suscitato.
 
8)    Commenti al tentativo di “decodifica” del viaggio, realizzato con questo questionario.
 
 

B) Il viaggio, esperienza geografica e incontro di culture

 
Riflessione sull’esperienza di un proprio viaggio nel quale sia emerso come significativo il rapporto tra la cultura dei viaggiatori e quella della popolazione ospitante: incontro, scontro, indifferenza o altro ancora.
 
1)    Motivazioni che hanno spinto ad intraprendere l’esperienza del viaggio e tipo di preparazione con cui la si è affrontata.
 
2)    Descrizione dell’ambiente naturale e umano in cui si è svolto il viaggio.
 
3)    Principali differenze culturali tra i viaggiatori e la popolazione dei luoghi visitati.
 
4)    Modalità di contatto dei viaggiatori con la cultura locale (cultura materiale, costumi di vita, cultura spirituale).
 
5)    Quali effetti si suppone abbia prodotto sulla cultura dei viaggiatori incontrati (ma anche sui propri compagni di viaggio e su stessi) l’incontro con la cultura locale.
 
6)    Quali effetti si suppone abbia prodotto sulla cultura della popolazione locale l’incontro con la cultura dei viaggiatori, in visita al loro territorio.
 
7)    Quali modalità dell’incontro e/o della organizzazione del viaggio si pensa favorirebbero uno scambio positivo di esperienze e di valori culturali tra ospiti e ospitanti
8)    Altri commenti ed osservazioni.
 
 
 
 

C) Un territorio lontano e da me mai conosciuto

 
Una piccola ricerca per avvicinarsi, con i giusti strumenti di informazione, ad un luogo lontano, che si vuole imparare a conoscere. Deve trattarsi di un territorio abbastanza piccolo (per poter poi essere opportunamente descritto), ma del quale sia possibile reperire una sufficiente documentazione (senza della quale la descrizione sarebbe ovviamente impossibile). Può essere, per esempio, una regione della Francia, oppure una degli Stati del Brasile, ecc.
 
1)    Scelta del territorio. Motivazione della scelta. Confini del territorio prescelto (spiegare con quali criteri essi sono stati definiti dallo studente).
-                Fonti di documentazione reperibili:
-                Guide turistiche
-                Carte geografiche
-                Testi scientifici
-                Enciclopedie
-                Riviste geografiche divulgative
-                Altre fonti (indicare quali)
2)    Citare con precisione bibliografica le fonti usate.
3)    Cartografazione del territorio su carta A3/A4. La carta può essere disegnata nei suoi tratti essenziali, oppure può essere fotocopiata, ma arricchendola di quegli elementi che l’analisi geografica del territorio avrà suggerito. In ogni caso è necessario indicare con precisione:
-        la fonte da cui è tratta
-        la scala grafica
-        le coordinate essenziali
-        la morfologia (linee di livello) e idrografia principali
-        la legenda
-        gli elementi più significativi e i diversi caratteri delle varie parti del territorio, come emersi dalla analisi dello Studente.
4)    La varietà delle “letture” disponibili e la loro diversa valenza. Scegliere una delle seguenti:
-                climi e paesaggi climatici
-                tracce della storia
-                struttura economica
-                popolazione
-                struttura sociale e qualità della vita
-                situazione politico-sociale
5)    La sintesi del territorio che appare più appropriata allo studente, espressa con stile telegrafico o con slogan possibilmente non stereotipati, bensì conseguenti all’analisi compiuta del territorio.
6)    Commenti conclusivi sul territorio e sulle difficoltà di analizzarlo, stanti le fonti disponibili.
7)    Suggerimenti circa le domande da porsi e i mezzi da utilizzare per una “lettura” territoriale a distanza, come quella qui proposta.
 
 
 
 
D) Il viaggio nel cassetto: raccontare un viaggio sognato
 
  1. Individua le mete di un viaggio che hai sempre sognato di fare.
  2. Quali sono lo scopo e le motivazioni che hanno determinato questo desiderio?
  3. Descrivi il percorso, il periodo di svolgimento, la durata e i mezzi di trasporto.
  4. Quali climi pensi di incontrare? In quali lingue ti dovrai esprimere?
  5. Quali Stati e quali città incontrerai?
  6. Organizzerai personalmente il viaggio o acquisterai un pacchetto turistico organizzato?
  7. I compagni di viaggio. Perché quei compagni? Oppure, perché da solo?
  8. Quali attività pensi di fare durante il viaggio per conoscere meglio l’area geografica ed il modo di vivere delle persone del luogo?
  9. Come cercherai di ricordare il tuo viaggio e raccontarlo ad altri, dopo averlo compiuto?